Check-list Avifauna Presente in zona Valle Limosa

Il presente documento riassume i risultati di un intervento di ripristino ambientale su un’area di 3 ettari di terreno agricolo in Comune di Mantova; grazie al bando di Regione Lombardia “Infrastrutture verdi a rilevanza ecologica e di incremento della naturalità 2021” sono stati creati una zona umida con superficie allagata di circa 1,5 ettari e un bosco di circa 0,5 ettari.


Il principale target dell’intervento è rappresentato dagli uccelli del gruppo dei limicoli, per cui il livello dell’acqua varia, in condizioni ideali, dai pochi mm a 20 cm, con alcune zone emergenti per favorire la nidificazione di alcune specie come pavoncella e cavaliere d’Italia.

La comunità ornitica nidificante all’interno di Bosco Fontana (Lombardia): composizione e struttura

La progressiva antropizzazione del territorio della Pianura Padana ha prodotto l’attuale paesaggio, caratterizzato dal susseguirsi di coltivi e di aree più o meno densamente urbanizzate. Dell’originario ecosistema, costituito da foreste di latifoglie alternate ad ampie zone paludose, restano solo pochi e ridotti esempi. I boschi planiziali, oltre ad essere i testimoni di quello che era l’ambiente più diffuso della Pianura, custodiscono un importante patrimonio naturale, in termini sia di specie vegetali che animali (Ferlini, 2008).

La Riserva Naturale Statale “Bosco Fontana” si estende su una superficie di 233 ha nel comune di Marmirolo, provincia di Mantova, sulla sinistra idrografica del fiume Mincio (centro sito, N 45° 12.050’, E 10° 44.380’). L’area si trova ad una quota media di 25 m s.l.m. L’intera superficie di “Bosco Fontana” è suddivisa in 40 particelle per mezzo di 52 viali che convergono in 7 radure denominate “piazze”. Al centro della Riserva è situata la palazzina di caccia dei Gonzaga. La copertura forestale costituisce la porzione predominante (l’85% della superficie totale); praterie e corpi idrici, a carattere sia temporaneo che permanente, completano il quadro paesaggistico del sito (Campanaro et al., 2014).

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Quando le rondini rimandano il Sud: primo involo registrato a novembre di Hirundo rustica in Italia.

La rondine comune (Hirundo rustica) è una specie migratrice a lungo raggio, la cui stagione riproduttiva in Europa è generalmente compresa tra marzo e agosto. Tuttavia, il 4 novembre 2024 è stato documentato un tentativo di nidificazione tardiva ad Acquanegra sul Chiese (MN), Italia.
Il nido, contenente quattro pulli di circa sette giorni, era collocato all’interno di una cascina agricola, suggerendo che il primo uovo sia stato probabilmente deposto intorno al 10-11 ottobre. Il sito è stato monitorato tramite osservazioni dirette, camera trap, analisi meteorologiche e alimentari. I dati raccolti indicano una temperatura interna alla struttura significativamente più alta rispetto all’ambiente esterno, che potrebbe aver favorito il successo della nidificazione. I ritmi di alimentazione mostravano picchi nelle ore centrali del giorno, con una dieta costituita principalmente da insetti appartenenti agli ordini: Coleoptera, Hymenoptera, Lepidoptera, Heteroptera, Homoptera e Diptera.

L’involo dei pulli è avvenuto tra il 19 e il 20 novembre, segnando il caso più tardivo noto di involo in Italia e la forte plasticità fenologica della specie.

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Segnalazione del sito riproduttivo di Rana di Lataste (Rana latastei) e Testuggine Palustre Europea (Emys orbicularis) nella periferia della città di Mantova e contestuale richiesta di tutela dell’area dell’ex Lago Paiolo, Mantova (MN).

Con la presente relazione si vuole segnalare la presenza di due rare specie protette, un anfibio e un rettile, nell’area “Ex Lago Paiolo” rinvenute durante l’attività di monitoraggio svolta, ad hoc, dal 2017 a luglio 2020. Le specie in questione sono la Rana di Lataste (Rana latastei) e la Testuggine Palustre Europea (Emys orbicularis), quest’ultima mai segnalata per il sito di cui non vi ne è traccia in nessun documento ufficiale o elaborato fino ad ora prodotto. Queste osservazioni vanno a incrementare notevolmente le conoscenze relative alla biodiversità presente nel territorio del Comune capoluogo della provincia di Mantova. Inoltre, in considerazione della centralità dell’area rispetto alla Rete Ecologica Regionale, la presenza di queste due specie diventa elemento fondamentale per la conservazione delle popolazioni padane, estremamente rarefatte e frammentate.
L’area in oggetto rappresenta inoltre una testimonianza importante della storia del territorio mantovano e delle trasformazioni paesaggistiche che ha subito nel corso dei secoli per opera dell’uomo.